Metodologia
Quattro aspetti del nostro metodo che riteniamo importante rendere pubblici. La trasparenza sul funzionamento è parte del progetto stesso.
01
La divergenza tra le fonti misura quanto le due letture editoriali si discostano. Non viene calcolata contando parole o cercando termini predefiniti — viene valutata semanticamente, riconoscendo le contrapposizioni tipiche del dibattito politico italiano.
Il sistema riconosce assi semantici ricorrenti: costituzionale/incostituzionale, sicurezza/accoglienza, garantismo/giustizialismo, austerità/spesa pubblica, sovranismo/europeismo. Ma anche contrapposizioni più sfumate: difesa di una norma vs critica della stessa, enfasi sui diritti vs enfasi sull'ordine pubblico, fiducia nelle istituzioni vs denuncia degli abusi.
Esempi di classificazione
La divergenza è una stima, non una misurazione scientifica. Può sbagliare su notizie tecniche o molto specialistiche dove il campo semantico politico è meno rilevante.
02
Questa sezione identifica fatti verificabili assenti o marginali nel racconto principale. Non è una critica editoriale alle testate — è un tentativo di ampliare il contesto.
Includiamo solo fatti che soddisfano criteri precisi: dati ufficiali di istituzioni pubbliche, posizioni documentate di attori rilevanti non citati, precedenti storici verificabili, contesto internazionale pertinente. Quando disponibile, ogni fatto è accompagnato da un link alla fonte.
Non includiamo interpretazioni, supposizioni o critiche metodologiche all'articolo originale. Se non troviamo fatti certi e verificabili, la sezione contiene meno punti o nessuno — preferiamo il silenzio all'invenzione.
03
In Italia non esiste un organismo indipendente equivalente ad AllSides americano che classifichi sistematicamente le testate con metodologia pubblica e verificabile. Le nostre classificazioni si basano su tre criteri.
Proprietà editoriale — chi possiede la testata, a quale gruppo appartiene. È l'unico dato completamente oggettivo e verificabile.
Storia editoriale — l'orientamento consolidato nel tempo, le battaglie editoriali storiche, la linea dei direttori che si sono succeduti.
Orientamento prevalente — la percezione riconoscibile nel dibattito pubblico italiano. Usiamo "tendenzialmente" per quasi tutte le testate, riservando etichette più nette solo ai casi in cui l'orientamento è dichiarato e inequivocabile.
Le classificazioni sono indicative e soggette a revisione. Se ritieni che una classificazione sia errata, scrivici a feedback@prismaq.it.
04
Ogni analisi produce quattro misurazioni numeriche per ciascuna testata, su una scala da -1 a +1. Questi valori non giudicano la qualità del giornalismo — descrivono come una notizia viene inquadrata editorialmente.
Tono — Misura il sentiment generale dell'articolo rispetto all'evento o al soggetto trattato. -1 indica un tono fortemente critico, 0 neutro, +1 fortemente favorevole.
Agente — Identifica chi viene rappresentato come protagonista attivo nella notizia. -1 quando il focus è su cittadini, vittime o gruppi sociali; +1 quando il focus è su istituzioni, governo o autorità.
Frame causale — Analizza come vengono spiegate le cause di un problema o evento. -1 quando vengono enfatizzate cause strutturali o sistemiche; +1 quando vengono enfatizzate responsabilità individuali.
Vocabolario — Valuta la neutralità del linguaggio usato. -1 per linguaggio tecnico e neutro; +1 per linguaggio emotivo e connotato politicamente.
Il punteggio totale è la media aritmetica dei quattro valori. Nel tempo, la media dei punteggi per testata — calcolata su decine di articoli — produce un indice di orientamento editoriale basato su dati reali, non su percezioni. Testate con meno di 20 articoli analizzati sono marcate come "dati insufficienti".
Questi punteggi vengono generati da intelligenza artificiale e rappresentano una stima, non una misurazione scientifica certificata. La loro utilità cresce con il numero di articoli analizzati.
05
Ogni sistema di analisi editoriale incorpora bias — scelte soggettive che influenzano il risultato. PrismaQ ne dichiara tre esplicitamente, perché riteniamo che la trasparenza sui limiti sia parte integrante della credibilità.
1. Bias di categorizzazione — Le testate sono pre-classificate secondo criteri soggettivi: proprietà editoriale, storia della testata e orientamento prevalente nel dibattito pubblico. Questa classificazione riflette una valutazione umana, non un'analisi statistica indipendente. È soggetta a revisione e dichiarata pubblicamente nella mappa delle fonti.
2. Bias di selezione delle notizie — Le notizie analizzate vengono scelte editorialmente. Non esiste un campione casuale o rappresentativo — scegliamo notizie che riteniamo abbiano copertura su più fonti con orientamenti diversi. Questo introduce inevitabilmente una prospettiva soggettiva su cosa è rilevante.
3. Bias di selezione degli articoli — Quando per una notizia esistono più articoli sulla stessa testata, la scelta di quale analizzare introduce un ulteriore livello di soggettività. L'articolo scelto potrebbe non essere rappresentativo della linea editoriale complessiva della testata su quel tema.
Questi bias non invalidano l'analisi — la contestualizzano. Il nostro obiettivo è costruire nel tempo un sistema di classificazione basato su dati statistici che riduca progressivamente i bias di categorizzazione e selezione. Fino ad allora, dichiararli è il modo più onesto di operare.
06
PrismaQ è uno strumento utile, non infallibile. Questi sono i limiti che riteniamo importante dichiarare esplicitamente.